associazione per la cultura e le tecnologie dell'ambiente e della sicurezza
ACTAS e rischio chimico: iniziative in corso
ACTAS collabora alla ricerca nel settore mangimistico

Pecore al pascolo
Il progressivo svilupparsi dei sistemi tecnologici e produttivi e delle conoscenze scientifiche inerenti il rapporto tra lavoratori ed ambiente, ha fatto si che nel tempo il quadro delle malattie da lavoro collegate all’uso di agenti chimici pericolosi, sia fortemente mutato.

Ormai scomparse, infatti, alcune malattie che nel passato avevano tristemente segnato la salute dei lavoratori, quali per esempio la silicosi, le intossicazioni acute e croniche da collanti, da piombo, da mercurio e così via, oggi l’attenzione del mondo preventivo si rivolge verso patologie molto meno imponenti, meno caratteristiche, ma non per questo meno importanti.
La nuova sfida, infatti, è rappresentata dalla studio degli effetti sulla salute derivanti dalla esposizione prolungata dei lavoratori a basse dosi di inquinanti chimici, in particolare a lungo termine. Condizione che spesso comporta anche l’esposizione combinata a più agenti chimici, con possibili fenomeni di sinergia tossicologica di difficile interpretazione e su cui, ancora oggi, non sempre si hanno conoscenze certe.
Va anche detto che in condizioni simili l’agente chimico può agire non solo direttamente sugli organi bersaglio, ma anche indirettamente, interferendo con altri sistemi quali, per esempio, quello immunitario o endocrino e con il concorso di altri fattori di rischio connessi allo stile di vita (fumo, alcool, dieta..).

Non a caso, infatti, molti studi di settore tendono ad associare a dette esposizioni lavorative quadri patologici a carattere cronico degenerativo di tipo neurologico, endocrino, cardiovascolare o tumorale, già relativamente diffusi anche nella popolazione generale.

In una tale situazione il controllo delle condizioni di esposizione al rischio chimico dei lavoratori, controllo che consente di definire il rapporto tra lavoratore e contesto tossico ambientale, diventa fondamentale per almeno due ragioni:

 -         controllare nel tempo la condizione di rischio, valutando nel contempo se i sistemi di protezione allestiti ne determinano una graduale riduzione;

-         interpretare eventuali patologie, anche insorgenti a lungo termine, alla luce di precisi dati di esposizione ambientale e definire possibili relazioni dose/effetto.

 Il tutto non solo ai fini preventivi ma anche per consentire il riconoscimento del legame tra eventuali patologie e contesto lavorativo e ciò anche a distanza di tempo.La tragica esperienza dell’Amianto ha dimostrato, infatti, come la scarsa conoscenza della condizione ambientale dei lavoratori sia costata moltissimo non solo in termini di mancata prevenzione, e quindi di perdita di vite umane, ma anche di mancato riconoscimento del danno alla salute connesso alle malattie da amianto.

In un tale contesto ACTAS, in qualità di associazione a carattere scientifico che si propone la promozione di aspetti innovativi in materia di ambiente e sicurezza, non poteva che offrire la sua collaborazione ad alcune iniziative intraprese dalla Doxal, grande azienda del settore produttrice di premiscele nutrizionali e terapeutiche e mangimi complementari per zootecnia, volte allo studio dei livelli di esposizione ad agenti chimici dei lavoratori.

Quello mangimistico, infatti, è un settore produttivo dove l’uso di agenti chimici (Farmaci, Mn, Se, Cr…), anche tossicologicamente attivi, è molto diffuso e dove poco si sa circa il rapporto tra salute dei lavoratori ed agenti chimici utilizzati, soprattutto a lungo termine.

Le iniziative citate, che esprimono anche contenuti metodologico-applicativi rispetto all’obbligo di valutazione del rischio di cui D.Lvo 25/02, sono rivolte soprattutto allo studio del livello di esposizione ambientale a polveri di principi tossici dei lavoratori ed hanno lo scopo di individuare specifiche misure (tecnico ambientali, sanitarie, DPI, formazione, procedure..) di prevenzione nella filiera mangimistica.

I risultati delle ricerche in questione, che in parte sono stati già oggetto di pubblicazione scientifica, si inseriscono nell’ambito del Progetto Ricerca Applicata MIUR n. 9976, progetto europeo volto ad affrontare i molteplici aspetti di tutela della sicurezza e della salute nel settore della produzione di alimenti per zootecnia.

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