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Pubblicato il rapporto 2010 sul Gender Gap del Forum Economico Mondiale
L'Italia scende ancora raggiungendo uno dei posti più bassi tra i paesi europei nella disuguaglianza tra uomini e donne
![]() Copertina del rapporto Global Gender Gap Il rapporto si fonda su tutta una serie di dati e di analisi ed è elaborato in base ad un indice che valuta i Paesi secondo criteri di distribuzione di risorse ed opportunità tra uomini e donne, a prescindere dal livello globale di risorse. E l'Italia non fa davvero una buona figura. Nel 2010, infatti, scende ulteriormente da un già poco dignitoso rank 72 fino a 74. Cioè dopo paesi come la Repubblica Dominicana, la Tanzania, l'Uganda e la tanto criticata Romania (che ha invece 67). Uno degli ultimi paesi d'Europa (seguito solo da Albania, Malta e Cipro) in una lista che, ovviamente, ha alla sua testa i paesi del Nord: Islanda, Norvegia, Finlandia e Svezia. “Le politiche applicate in questi paesi (quelli capolista, n.d.r.) includono il congedo di paternità obbligatorio in combinazione con il congedo di maternità, benefici di congedo parentale abbinati e generosamente sostenuti da una combinazione di fondi di assicurazione sociale e datori di lavoro, incentivi fiscali e programmi di rientro post-maternità. - dice il rapporto del Fondo Economico Mondiale – Insieme, queste politiche hanno portato a tassi di natalità relativamente più alti che, nei paesi nordici, si verificano contemporaneamente ad un'alta partecipazione della forza lavoro femminile rispetto alla situazione che si verifica in altri paesi OCSE come Germania, Giappone, Italia e Spagna dove sia i tassi di natalità che la partecipazione sono bassi”. Il fatto di essere in compagnia di Germania e Giappone non ci consola affatto! Anche perchè “L'Italia continua ad essere uno dei paesi di più basso rango nell'Unione Europea e si è deteriorato ulteriormente nel corso dell'ultimo anno”. E del resto la Germania è a rank 13, la Spagna a 11 e soltanto il Giappone ci segue con un poco onorevole rank 94. E guardando più nel dettaglio la situazione non è davvero consolante perché se è vero che nel campo dell'educazione le cose vanno decisamente un po' meglio (rank 49), quando si guarda alla politica si scende a rank 54 (con il triste record di nessuna presenza femminile a capo del paese nella sua storia) e quando si guarda a salute e sopravvivenza si sprofonda fino a rank 95 per crollare del tutto fino a rank 97 per quanto riguarda partecipazione economica ed opportunità. |