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I numeri degli incidenti
La tragica notizia dell'incidente avvenuto nel corso dell'installazione del palco per il concerto di Jovanotti ha improvvisamente riportato l'attenzione dei media sugli incidenti sul lavoro ma proprio il giorno prima l'INAIL aveva pubblicato le stime per il primo semestre 2011, che danno un'idea più precisa e un quadro generale leggermente più rassicurante

Rapporto INAIL - Salute e sicurezza sul lavoro
La tragica notizia dell'incidente avvenuto nel corso dell'installazione del palco per il concerto di Jovanotti ha improvvisamente riportato l'attenzione dei media sugli incidenti sul lavoro, insieme ad una serie di informazioni un po' confuse. E proprio il giorno prima l'INAIL aveva pubblicato le stime per il primo semestre 2011 che permettono di avere un'idea più precisa e che danno un quadro generale leggermente più rassicurante.

In tempo di bilanci, come la stagione indica, la lettura di dati confortanti è sicuramente ben accetta anche se bisogna tener conto di alcune considerazioni che dovrebbero far suonare un piccolo campanello di allarme. Ma andiamo per ordine.

I dati in possesso dell'INAIL indicano, per questo primo semestre, un calo degli incidenti da 388mila a 372mila. Il calo corrisponde a circa il 4% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Ma ancora più significativo è il fatto che il calo che si era già registrato nel corrispondente periodo del 2010 era solo del 1,9%. Questo è sicuramente un indizio che tutto il lavoro fatto da tutti gli attori dell'ambito della sicurezza in questi anni, che si trattasse di enti, di politici, di professionisti o di media, sta riuscendo a far penetrare sempre di più una cultura della sicurezza.

A raffreddare un pochino gli entusiasmi arrivano però i dati relativi agli incidenti mortali che vedono un calo di solo 0,7% (da 431 a 428 vittime). Va tenuto conto però che il 2010 è stato un anno record in questo senso poiché finalmente, per la prima volta dal dopoguerra, si è riusciti a scendere sotto la soglia dei 1000 incidenti mortali. Un ulteriore calo è quindi comunque ben accetto, anche se indubbiamente indica la necessità di fare qualcosa di più in questa direzione.

Anche perchè ad esso bisogna affiancare un altro dato che merita estrema attenzione e sicuramente un approfondimento alla ricerca della sua origine.

L'analisi territoriale, infatti, evidenzia che mentre i casi mortali sono sensibilmente in calo al Sud, con 25 decessi in meno ovvero il 15,9% di calo, e mostrano un lievissimo calo anche al Centro (soltanto il 2,4% in meno ovvero 2 casi ma è pur sempre un calo), il Nord segnala un incremento inquietante del 12,6% che corrisponde a 24 vittime.

Se anche è vero che il Nord rappresenta la parte del paese con il maggior numero di occupati, questa non appare una motivazione sufficiente a spiegare il fenomeno. Specialmente se si confronta con il dato corrispondente dell'anno precedente che vedeva un calo apprezzabile degli incidenti mortali nel Nord-Ovest (15,2%) e un aumento del 3,7% nel Nord-Est.

Confrontando i due dati, quindi, si nota un cambiamento che richiede sicuramente attenzione, soprattutto in questi territori.

Dal punto di vista dei settori professionali, i dati 2011 evidenziano un calo degli infortuni più rilevante nell'industria, 5,6%, che nei servizi, 3,2%, e nell'Agricoltura, 2,6%.

Dato ancor più confortante se si considera che, anche se lieve, nel primo semestre 2011 si è registrato anche un leggero aumento occupazionale compreso tra lo 0,2% e lo 0,4%.

L'aumento è concentrato soprattutto al Nord che registra una crescita dello 0,6% mentre è molto inferiore al Sud, 0,2%, e addirittura negativo al Centro dove si registra uno 0,6% in meno di occupati. Per quanto riguarda i settori, agricoltura (0,4%) e servizi (0,3%) sono circa paritari mentre l'industria in generale registra solo lo 0,2% in più.

Unico settore controcorrente, però, è quello delle costruzioni dove si è registrato invece un calo degli occupati del 4,3%, dato che attenua la positività del calo degli infortuni scesi del 5,8%.

Certamente, come già detto all'inizio, questi sono dati che possono essere considerati in qualche modo confortanti anche se non bisogna mai dimenticare che bisogna leggere cosa c'è dietro quelle percentuali. Il calo del 4% degli infortuni non togli che ci siano stati 372.200 infortuni nel primo semestre 2011 e che di questi 428 sono stati mortali. I numeri e le persone che purtroppo rappresentano ci dicono che il lavoro da fare è ancora molto e che non bisogna mai permettere all'attenzione di scendere.

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