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I pericoli del rumore
Il più dimenticato tra i rischi per la salute dei lavoratori è certamente il rumore che troppo spesso viene sottostimato se non addirittura ignorato. Ma quanto influisce sulla produttività e, soprattutto, sulla salute dei lavoratori?
![]() Per fare il punto su questo problema e verificare l’effettivo stato delle cose, la Commissione Europea ha promosso l’inchiesta NOMAD (Noise Machinery Directive), primo progetto congiunto tra stati europei nell’ambito della Direttiva Macchine che avesse per oggetto la sorveglianza del mercato. Sviluppatosi tra il 2008 e il 2012, il progetto ha coinvolto all’origine 14 stati, di cui 11 contribuivano ancora attivamente al termine, per un’indagine indirizzata a valutare se e in quale modo le indicazioni relative alle emissioni sonore delle macchine fossero presenti nei manuali e nelle documentazioni tecniche nei vari paesi e se queste ultime rispettassero le norme previste nella Direttiva Macchine. Sono stati analizzati oltre 1500 manuali di istruzioni di macchinari scelti coprendo 40 grandi famiglie di macchine e 800 fabbricanti diversi. Il risultato è stato dei più deprimenti: l’80% dei manuali di istruzioni è risultato essere fuori dai limiti di legge. E questo da diversi punti di vista: mancano i valori numerici richiesti in termini di emissioni sonore, quando questi ultimi sono presenti non possono essere associati a condizioni di funzionamento delle macchine o a metodologie di misurazione, i dati forniti non risultano credibili né per quanto riguarda le condizioni metodologiche indicate né per quanto riguarda i rischi probabili. Ma perché tanto disinteresse per il rumore? In effetti le cause sembrano essere molteplici. Certamente c’è una mancanza di interesse da parte dei produttori a fornire questo genere di informazioni, il che mette l’acquirente nell’impossibilità di inserire il rumore tra i parametri di selezione del macchinario da acquistare. Da una altro punto di vista, però, questo disinteresse dei produttori si riflette in un disinteresse da parte degli acquirenti relativamente alle emissioni sonore e ai rischi ad esse collegate. Va aggiunto poi che troppo spesso le persone incaricate della sorveglianza non sono adeguatamente formate ad adempiere correttamente al loro incarico in questo ambito specifico. Insomma un quadro di insieme che ritrae una situazione decisamente poco rassicurante oltre che decisamente fuori dai limiti di legge. La lunga inchiesta ha impegnato gli stati membri partecipanti per un tempo stimato di 12000 ore e in particolare l’équipe dell’INRS (Institut national de recherche et de sécurité pour la prévention des accidents du travail et des maladies professionnelles), incaricata di pilotare il progetto, ha lavorato per 4000 ore per arrivare ad ottenere dei risultati credibili ed efficaci. Il questionario elaborato comprendeva oltre 60 campi diversi e gli incaricati dei vari paesi spesso hanno avuto bisogno di una formazione sulle tematiche oggetto dell’inchiesta. Per quanto riguarda l’Italia (il secondo maggiore produttore di macchinari nell’UE) non ha potuto portare a termine la propria partecipazione per via dello scioglimento dell’ISPESL, mentre la Danimarca e la Norvegia hanno avuto dei problemi legati ai cambiamenti di incarichi. I dati della Lituania, infine, erano pochi e non sono stati validati. Ma il confronto tra i vari stati ha messo in evidenza come spesso il significato che si attribuisce alle indicazione presenti nella Direttiva Macchine e le esigenze specifiche risultino diverse, dando spazio a interpretazioni variate ed anche a dibattiti, come avvenuto tra i rappresentanti francesi, tedeschi e inglesi riguardo al come definire l’estensione dei dati estratti dai manuali. Il risultato, comunque, è stata un complesso rapporto nel quale sono state indicate anche le 8 azioni che appaiono fondamentali per cercare di intraprendere un percorso di risoluzione del problema, coinvolgendo produttori, acquirenti, utilizzatori ed organi di sorveglianza. Inoltre dell’inchiesta e del rapporto si parlerà in un seminario promosso dalla Commissione Europea e dall’ADCO Machines (Cooperazione amministrativa tra stati membri dell’UE per la sorveglianza del mercato) il 18 giugno all’Hotel Le Plaza a Bruxelles dal titolo “Macchine silenziose – Crescita di competitività e miglioramento della salute” nel corso del quale non soltanto verranno rappresentati i risultati ma anche alcune informazioni tecniche e legali nonché esperienze di fabbricanti ed utilizzatori. Tra i numerosi membri della task force NOMAD che interverranno nel corso della giornata, vi sarà anche Luigi Monica, nominato all’epoca della costituzione della task force nel Gruppo di direzione del progetto per rappresentare l’Italia, che interverrà a proposito delle esperienze degli utilizzatori. |