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Da un progetto avveniristico una nuova idea di architettura
L'architettura dinamica e il metodo di costruzione promosso da David Fischer aprono nuove vie anche per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro

Disegno della rotating tower di Dubai
Disegno della rotating tower di Dubai
Un progetto che ha colpito la fantasia di molti quello presentato in questi giorni da David Fischer, architetto fiorentino, soprattutto per i suoi aspetti di creatività ed originalità.

Un progetto che ha colpito per il lusso degli allestimenti e gli alti costi di investimento ma che induce riflessioni anche in relazione all'originalità delle tecniche costruttive.

Originalità che potrebbero fornire indicazioni per nuove strade nelle tecniche di costruzione, nuove strade che investirebbero anche gli aspetti della sicurezza sul lavoro. La prima 'torre rotante' verrà realizzata a Dubai (e forse non è un caso che il lusso sfrenato che la caratterizza faccia così tanto pensare alle 'Mille e una notte') e successivamente ne verrà realizzata una a Mosca.

Il progetto, che è stato presentato a New York, verrà riproposto poi in altre città del mondo ed intende aprire le porte ad una nuova espressione dell'architettura, che Fischer definisce 'architettura dinamica' ovvero capace di modificarsi nel tempo, aggiungendo quindi la quarta dimensione alle tre che da sempre la identificano.

A Dubai, dunque, sorgerà più presto di quanto si possa pensare un grattacielo di ottanta piani, alto 420 metri, capace di essere autosufficiente in termini energetici.

E tutto ciò non verrà realizzato tradizionalmente in un cantiere aperto per anni con la presenza di moltissimi operai ma, e qui sta l'innovazione tecnica, verrà in gran parte costruito in fabbrica per poi essere montato in loco.

La realizzazione dei singoli moduli (che costituiscono i singoli piani) in fabbrica presenta numerosi vantaggi: permette infatti non soltanto di risparmiare ma soprattutto di ridurre i tempi di realizzazione senza per questo mettere a rischio gli operai e di verificare le opere con attenzione prima del montaggio definitivo.

I tempi di cantiere effettivi sono nettamente ridotti rispetto a quelli tradizionali (un piano del palazzo richiederà per la sua costruzione sette giorni di lavoro a fronte delle tradizionali tre settimane) impiegando un numero nettamente ridotto di operai.

I vantaggi, anche per i lavoratori, appaiono evidenti. La realizzazione in fabbrica, infatti, consente una maggiore applicazione di tecnologie, condizioni più agevoli di lavoro e una netta riduzione dei rischi di incidente sul lavoro. E' facile immaginare che consenta anche una migliore organizzazione e possibilità di lavoro più specializzato. I singoli piani infatti vengono completamente predisposti e quando vengono collegati in cantiere sono già completi di tutto, inclusi illuminazione ed elementi di arredo. E' evidente che il cantiere, a questo punto, oltre a rimanere aperto per un periodo nettamente più breve, è anche più rispettoso dell'ambiente, non accumula materiali nocivi e causa un inquinamento acustico decisamente ridotto.

Dunque condizioni di lavoro più agevoli e decisamente meno rischiose sia per gli operai che operano all'interno della fabbrica che per quelli che lavorano in cantiere.

Queste le previsioni e le promesse, ora dobbiamo solo aspettare che la costruzione venga portata a termine per verificare se le promesse vengono mantenute. Se ciò avviene certamente non si potranno ignorare le innovazioni portate dal progetto.

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