associazione per la cultura e le tecnologie dell'ambiente e della sicurezza
ACTAS è nata per “fare sicurezza e ambiente”
Sollecitare la partecipazione di chi ha interesse a sviluppare e condividere un contesto culturale

L'Associazione per la Cultura e le Tecnologie dell'Ambiente e della Sicurezza (ACTAS) nasce per dare voce e visibilità alle esperienze di ricerca e di applicazione che maturano nel variegato mondo (universitario, dei servizi pubblici di prevenzione, industriale, terziario e professionale) che si occupa di ambiente e di sicurezza. La culla dell'associazione è stata la rete di relazioni costituitasi con le varie edizioni del corso di formazione per Responsabili del servizio di prevenzione e protezione organizzato dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Perugia e proposto nella stessa Perugia ed a Bologna, Milano, Pescara, Roma. Al momento attuale, circa quattrocento persone hanno sostenuto e superato il corso e le relative valutazioni di apprendimento.

L'Associazione è no-profit e in caso di cessazione delle attività devolverebbe il patrimonio sociale all'Università di Perugia, per finalità di ricerca scientifica nel campo dell'ambiente e della sicurezza. Il Dipartimento di Ingegneria Industriale di questa Università ospita la sede scientifica dell'associazione che, per il resto, intende articolarsi in una serie di sedi 'operative' in varie città italiane. Presidente dell'associazione è Umberto Desideri, professore ordinario presso la facoltà di Ingegneria mentre il vicepresidente è Giorgio Miscetti, dirigente dei servizi di prevenzione della ASL di Perugia. Chi scrive svolge la funzione di segretario.

Veniamo ora, come si dice, alla 'missione' ACTAS: in generale ha lo scopo di promozione culturale e orientamento professionale nelle discipline e nelle tecnologie per l'ambiente e per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, anche in collaborazione con Istituzioni, Enti pubblici o privati, Società, Associazioni e persone fisiche.

In particolare, l'Associazione promuove ed attua:

1) le ricerche sull'evoluzione della cultura, delle tecnologie e delle normative per l'ambiente, la sicurezza e la salute; 2) la progettazione e la realizzazione di percorsi formativi, collettivi o individuali, coerenti con le ricerche effettuate; 3) la promozione dei valori etici e di collaborazione nel contesto pubblico e in quello lavorativo, anche attraverso incontri culturali e formativi sulle tematiche di interesse, laboratori di studio e ricerche; 4) la pubblicazione dei risultati di studi, ricerche, laboratori, atti e simili, a carattere tecnico e scientifico; 5) il sostegno, nei modi e nelle forme più adeguate, a esperienze di ricerca in Italia o all'estero, dei propri soci, di ricercatori italiani o stranieri che intendano approfondire tematiche connesse agli scopi sociali dell'Associazione.

Per questo, l'Associazione intende stipulare accordi e convenzioni e promuovere iniziative comuni con istituzioni scientifiche italiane ed estere e con enti ed organismi che operano nei settori di attività suoi propri.

Parliamo dei soci. Lo statuto prevede le seguenti categorie: ordinari, sostenitori, istituzionali e onorari. Ai soci ordinari, in particolare, è concretamente richiesto l'impegno a collaborare attivamente alla realizzazione delle attività proposte dall'Associazione stessa.

I Soci, dunque, saranno i protagonisti del dibattito culturale e tecnico, aperto dall'articolo di Giorgio Miscetti - anche coordinatore del comitato scientifico per la sicurezza - dove, fra le diverse riflessioni sul DVR (documento di valutazione dei rischi) che egli fa dal suo osservatorio, scomodo e privilegiato al tempo stesso, è contenuto un invito - che mi ha colpito come lo schiaffo di un amico - a investire importanti energie nell'analisi di reali e specifiche condizioni di rischio. Questa frase mi sembra adatta per sintetizzare il senso del nostro impegno associativo, ma anche di etica (e di responsabilità) professionale.

Il dibattito ha bisogno certamente di idee e ne aspettiamo tante dai nostri soci ed anche da chi socio ancora non fosse. Poi vi è l'esigenza di un 'luogo' e questo è certamente il sito www.actas.it, la cui redazione è coordinata da una giornalista, Giulia Silvestrini, una professionista alla quale affidiamo la cura della nostra comunicazione, una persona curiosa che 'verrà a cercarci' per avere notizie, articoli, saggi tecnici e pubblicazioni.

Chi dunque, fra i nostri lettori, ha qualcosa da dire o esperienze da condividere, scriva una mail a contatti@actas.it.

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