associazione per la cultura e le tecnologie dell'ambiente e della sicurezza
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Perchè si parla così poco dei danni per la salute delle polveri sottili?
Tutti conoscono i danni del fumo ma quanti si rendono davvero conto dei danni legati ai gas di scarico delle automobili? Nonostante ricerche validissime sull'argomento, il problema viene sempre trascurato a livello di comunicazione di massa

Lo smog crea gravi danni alla salute di lavoratori e cittadini
Lo smog crea gravi danni alla salute di lavoratori e cittadini

Ci sono cose che tutti sanno ma che è più facile fare finta di ignorare.

Queste stesse cose, inoltre, possono essere tenute in secondo piano riducendone così, all'apparenza, la gravità. Ogni tanto però capitano eventi che le riportano all'attenzione.

Una delle situazioni più evidenti da questo punto di vista è l'inquinamento urbano, specialmente quello di origine veicolare, ricondotta in superficie dal recentissimo congresso di Amsterdam promosso dalla Società Europea delle Malattie Respiratorie. Un inquinamento che, come ormai è stato ampiamente dimostrato, è causa di un alto numero di morti e di un ancor più alto numero di malati ogni anno nonché di un enorme dispendio di denaro.

Insomma, per mantenere forte il nostro legame affettivo con l'automobile mettiamo ogni giorno a rischio la salute e la vita di milioni di lavoratori e di cittadini, tra i quali soprattutto i bambini.

Eppure ogni anno tutti gli stati europei, non soltanto l'Italia, sono disposti a spendere milioni per campagne pubblicitarie per informare dei danni del fumo e ad aumentare le tasse sulle sigarette per indurne l'abbandono ma non sono nemmeno sfiorati dall'idea di campagne informative sui danni dell'inquinamento causato dalle automobili e solo raramente propongono incentivi e finanziamenti per promuovere altri mezzi di spostamento.

Certo, questo secondo aspetto è preso in considerazione più seriamente nelle nazioni del nord-Europa mentre nel sud-Europa sembra ancora esistere una sorta di tabù per quanto riguarda l'indiscriminato uso dell'automobile.

Ovviamente con ciò non vogliamo dire che fumare fa bene o in alcun modo sminuire l'importanza dei danni del fumo. Sembra però quantomeno un po' strano che si sia disposti ancora oggi a spendere milioni per delle campagne informative su argomenti che tutti conoscono ormai molto bene e neanche un po' di soldi su un altro argomento di ormai comprovata rilevanza e purtroppo molto meno conosciuto.

Che il fumo passivo faccia male e che “chi fuma avvelena anche te” lo sanno ormai veramente tutti ed è difficile trovare qualcuno che, pur se fumatore, voglia sostenere il contrario.

Eppure non esiste neppure una campagna che indichi come le vetture con gli scarichi troppo alti (i SUV per intenderci) siano estremamente nocive per la salute dei bambini che vengono a trovarsi esattamente all'altezza dei loro gas di scarico.

Eppure nessuno ha creato lo slogan “chi usa un fuoristrada in città avvelena anche tuo figlio”. E del resto sicuramente la stragrande maggioranza dei lettori nel leggere questa frase commenterà “che esagerazione!”, anche se in realtà non lo è.

La maggior parte dei genitori si preoccupa, giustamente, che nessuno fumi in una casa dove ci sono dei bambini ma moltissimi non si fanno poi nessuno scrupolo ad aspettare i loro figli fuori dalla scuola con il motore acceso ed una concentrazione di vetture che non può che provocare una concentrazione di inquinanti.

Può capitare di vedere qualcuno che passando per strada davanti ad un fumatore seduto su una panchina trattenga il respiro ed agiti l'aria per paura di respirare quel fumo ma che non ha nessuna reazione quando un camion “scarburato”, pochi metri più avanti, gli scarica in faccia una nube grigio/nera.

Eppure gli studi sono stati fatti, eppure i medici sono ben a conoscenza, eppure i congressi si svolgono regolarmente e i giornali ne riportano i risultati, anche se troppo spesso un po' in sordina, nell'angolo in basso della pagina.

La stessa politica ne è ben cosciente se si considera che l'Unione Europea ha riservato 31 milioni di euro alla ricerca su asma ed enfisema (cifra che triplicherà nel programma di ricerca che prenderà il via nel 2014).

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha fornito importanti linee guida e dice: “L'inquinamento dell'aria rappresenta un rischio ambientale maggiore per la salute. L'inquinamento atmosferico in ambiente urbano sarebbe responsabile di 1,3 milioni di decessi nel mondo ogni anno. Le linee guida indicano che riportando le concentrazioni di particelle (PM10) da 70 a 20 microgrammi per metro cubo si potrebbe far abbassare la mortalità legata alla qualità dell'aria del 15%.... L'esposizione cronica contribuisce ad aumentare il rischio di contrarre malattie cardiovascolari e respiratorie oltre a tumori ai polmoni. Nelle città in cui si osservano dei livelli di inquinamento elevati, la mortalità supera del 15-20% quella registrata in altre città dove l'aria è relativamente più sana. Anche nell'Unione Europea, l'esposizione alle PM2,5 prodotte dalle attività umane riduce in media la speranza di vita di 8,6 mesi.”

Al congresso di Amsterdam dedicato alle malattie respiratorie, il traffico veicolare è stato il grande imputato. Si è parlato delle tre principali malattie respiratorie legate all'inquinamento: asma, enfisema e fibrosi polmonare.

Solo per quanto riguarda l'enfisema i medici informano che fra meno di dieci anni sarà la terza causa di morte al mondo e che ad oggi ci sono 80 milioni di invalidi causati dalla malattia che procura loro affanno e che fa loro mancare l'aria anche per un minimo sforzo.

Inoltre le polveri e i gas hanno una potente azione irritante sui bronchi che nel tempo attiva reazioni immunitarie spropositate capaci di innescare successivamente allergie a pollini e ad altre sostanze naturali di per sé innocue e quindi l'asma.

E non cerchiamo ancora una volta di nascondere il male dietro un altro male più facilmente condannabile: il 70% dei malati affetti da queste tre gravi malattie non ha mai fumato una sigaretta in vita sua.

Un'idea dei costi? Diamo un'occhiata soltanto all'enfisema in Lombardia: 16.000 pazienti ricoverati ogni anno per riacutizzazione con una mortalità del 5%. Dei 15.000 sopravvissuti l'80% verrà nuovamente ricoverato nei due anni successivi (con un'ulteriore mortalità del 5%). Costo: 10.000 euro per ogni ricovero e successivi controlli.

A quanto detto finora bisogna aggiungere tutte le conseguenze in termini di malattie cardio-vascolari e tumorali e la drammatica incidenza di queste malattie per certe professioni specifiche. Si tratta in effetti di un vero problema di salute sul lavoro per i tanti che operano a stretto contatto con l'ambiente urbano come per esempio vigili, benzinai, corrieri, trasportatori etc. nonché per tutti i lavoratori pendolari che ogni giorno sono costretti a rimanere a lungo nel traffico per recarsi al lavoro.

Gli incidenti sulla strada sono ormai considerati un problema di sicurezza sul lavoro ma quanto sono conosciute a livello generalizzato queste conseguenze dell'inquinamento sulla salute sul lavoro?

Quindi anche se non si pretende che le automobili vengano deturpate da orribili immagini con la scritta “l'inquinamento uccide”, vorremmo quantomeno che si ottenesse un'attenzione da parte della classe politica.

È infatti troppo radicata nella popolazione l'idea che la macchina sia magari un male ma comunque inevitabile. È radicata al punto che in un articolo di una testata nazionale, pubblicando i risultati di una ricerca che indica come i ciclisti siano più soggetti all'inquinamento di coloro che utilizzano la macchina, viene quasi suggerito come soluzione di non usare più la bicicletta!

Come può capitare che un giornalista invitato alla presentazione di una nuova auto ibrida commenti: “è utile perchè così si può entrare in centro a Milano anche quando il traffico è limitato”.

Cerchiamo perciò di chiedere un impegno maggiore come già avviene in alcune città del nord-Europa.

I sistemi per ridurre l'inquinamento veicolare, checché se ne dica, esistono e sarebbe importante metterli in campo, anche se questo, evidentemente, impone investimenti.

Cerchiamo di metterci anche un po' del nostro impegno, magari mettendoci d'accordo tra colleghi o frequentando un corso di guida ecologica.

E per favore, smettetela di dirci ogni minuto che il fumo fa male (con campagne che ormai servono solo ad istigare lo spirito di contraddizione degli adolescenti) e cercate di parlare anche di qualcos'altro che fa male, molto male.

Magari con slogan del tipo “chi va in macchina da solo avvelena la tua aria” o anche “chi parcheggia con il motore acceso davanti ad una scuola, avvelena i bambini” oppure “chi sgassa avvelena anche te, digli di smettere!”

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