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Malati in casa
Soffrite di asma, allergie o disturbi del sistema respiratorio ed immunitario? Potrebbe dipendere dall’aria che respirate nella vostra casa o in ufficio

ph: Pixabay.com
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Uno studio scientifico della World Healt Organization (WHO) pubblicato nel 2009, “WHO guidelines for indoor air quality: dampness and mould”, attribui-sce a batteri e funghi (muffa) che crescono all’interno degli edifici in conse-guenza dell’umidità presente, la causa di varie patologie del sistema respirato-rio ed immunitario.

Uno altro studio condotto nel nord Italia (“Concentrations of selected organic pollutants in indoor and outdoor air in Northern Italy”, M. De Bortoli ed altri) su di un campione di abitazioni ed uffici,  ha evidenziato la presenza di concentrazioni di VOC (soprattutto solventi) indoor di circa 3 mg/m³ contro una concentrazione media nel’aria esterna di 0.4 mg/m³ (circa 10 volte maggiore!).

Altri studi evidenziano l’esistenza di relazioni tra l’inquinamento dell’aria in-door, dovuto a cause interne (pitture, vernici, solventi, conservanti, inquinanti derivati da materiali da costruzione ed arredo, fumo, residui della combustione di camini, stufe, radon, eternit, etc) ed esterne, e l’insorgenza di patologie legate ad alterazioni dei meccanismi immunitari, a processi infettivi ed a tossicità diretta. Fenomeni noti da tempo che rientrano tra quelli descritti nella letteratura scientifica come Sick Building Syndrome (SBS), ovvero sindrome da edificio malato (“Indoor air quality and health”, A. P. Jones).

Ciò assume maggiore e grave rilevanza nel caso di persone anziane, anche per la permanenza interna per un numero di ore elevato, con un’incidenza di fe-nomeni di insufficienza respiratoria acuta connessi alla quantità di inquinanti presenti nell’aria interna (“Indoor air pollution and respiratory health in the elderly”, M. Simoni ed altri).

Il quadro qui accennato descrive una realtà nella quale ad un discreto livello di attenzione, anche se mai sufficiente, ai fenomeni di inquinamento dell’aria esterna corrisponde scarsa attenzione (e conoscenza) dei fenomeni di inquinamento dell’aria interna.
Mentre risultano dimostrate correlazioni tra questi ed una serie di patologie anche gravi.

E se nel primo caso la problematica è da tempo all’attenzione dell’opinione pubblica e nell’agenda politica, mai abbastanza e non ci stancheremo di ripeterlo, nel secondo caso si tratta di problemi relegati, nella percezione della maggior parte dell’opinione pubblica, a fatti marginali o legati a mode temporanee per naturisti o ecologisti estremi. Problemi del tutto assenti dalle agende politiche.
Quanti si sono mai chiesti se la malattia o il disturbo di cui soffrono sia, o possa essere, conseguenza (diretta o indiretta) dell’esposizione ad agenti inquinanti presenti nell’aria che respirano in casa o in ufficio?
E quante volte i medici cui si sono rivolti per una cura hanno avanzato l’ipotesi che i due fatti potessero avere una qualche relazione, suggerendo alternative non solo cliniche o farmacologiche?

Eppure il problema esiste ed è grave.
Sia per la notevole quantità di possibili fattori ed elementi inquinanti da un lato, sia per la mediocre (per non dire pessima) qualità costruttiva media degli edifici italiani (anche) da questo punto di vista e la scarsa informazione sui contenuti dei prodotti commerciali.

Possibili soluzioni?
Occorre distinguere tra soluzioni immediatamente praticabili e soluzioni attua-bili nel medio e lungo periodo.
Tra le prime rientrano senza dubbio quelle legate all’educazione: ad iniziare dalla scuola fornire conoscenze adeguate, indipendenti dalle logiche di merca-to, su qualità e quantità di inquinanti dovuti ad elementi costruttivi e prodotti di uso comune, e su modalità di uso e conservazione degli uni e degli altri.
Tra le soluzioni tecniche di più facile ed immediata applicazione, rientrano sicu-ramente quelle relative all’installazione di impianti di ventilazione meccanica con funzione di approvvigionamento e ricambio continuo dell’aria interna. Da preferire il tipo a temperatura controllata con scambiatori ad altissima efficien-za per contribuire a ridurre i consumi energetici (quasi) a parità di costo.

La predisposizione di studi scientifici e di normative stringenti con misure re-strittive relative alla quantità massima di inquinanti ammissibili nell’aria interna di un edificio destinato alla presenza continua di persone, costituiscono i prov-vedimenti da attuare nel medio-lungo periodo,  sulla cui necessità occorrerà richiamare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica affinché tali opzioni possano divenire parte dell’agenda politica corrente.

Un modello di certificazione della qualità dell’aria interna di un edificio, redatta sul modello di quella energetica, ma seria, effettuata da soggetti terzi indipen-denti su base strumentale, potrebbe costituire il possibile corollario a questo quadro di interventi.

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